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DISTRIBUZIONE DELLE PIANTE GRASSE
La
maggiore
concentrazione
di
succulente
si
riscontra
compresa
fra
il
40°
parallelo
a
nord
e
a
sud
dell'Equatore. Possiamo tuttavia trovarne fino a 56° di latitudine nord ed a 50° di latitudine sud.
Questa
grande
fascia, geomorfologicamente
assai
diversificata,
è
caratterizzata
da
periodi
aridi,
a
volte
anche
lunghi,
alternati
da
altri
piovosi,
o
dove
frequenti
sono
le
nebbie
in
assenza
di
piogge
come
accade
nei
deserti
della
fascia
costiera
della
Namibia
e
sulle
Ande
peruviane,
ma
incontriamo
anche
la
foresta
equatoriale
col
suo
clima
caldo-umido,
la
steppa,
la
savana,
gli
altipiani
e
le
montagne.
Alcuni
generi
e
specie,
per
le
loro
caratteristiche,
sono
in
grado
di
colonizzare
vasti
territori,
come
accade
per
le
Opuntie
diffuse
un
pò
ovunque,
altre
occupano
solo
determinati
areali
più
o
meno
ristretti.
L'uomo
non
è
restato
indifferente
all'opera
di
diffusione
fra
i
vari
continenti, vi ha, infatti, contribuito avvalendosi anche delle capacità di adattamento proprie di
queste straordinarie piante.
A
grandi
linee
potremmo
suddividere
questi
habitat
in
quattro
ambienti:
-
pseudodesertico
e
subdesertico;
-
della
steppa
e
della
prateria;
-
montuoso;
-
della
foresta
tropicale
e
subtropicale.
Il
primo
ambiente
è
caratterizzato
da
grande
siccità
e
da
piogge
a
carattere
torrentizio
comprese
fra
i
500
e
gli
800
mm.
l'anno;
al
di
sotto
dei
250
mm.
esiste
il
deserto
vero
e
proprio,
inospitale
per
le
succulente,
così
come
avviene
ad
esempio
nel
Sahara.
La
stessa
cosa
non
accade
per
i
deserti
della
Namibia,
del
Cile
e
del
Perù
dove
la
scarsità
di
precipitazioni
è
mitigata
dall'apporto
di
umidità
delle
nebbie
persistenti.
Qui
vivono
molti
cacti,
fra
i
quali
generi
come
Oroya,
Borzicactus,
Chamaecereus,
Eriosyce,
Eulychnia,
Haageocereus,
Neoraimondia,
Oreocereus,
Rebutia,
ecc.
Si
incontrano
anche
vaste
pianure
e
altopiani
come
in
Messico
e
nel
sud-ovest
degli
USA
(Texas,
New
Mexico,
Arizona),
vero
regno
delle
Cactaceae
fra
le
quali
basta
citare
Mammillarie,
Echinocereus,
oppure
montagne
dalla
nuda
roccia
dove
crescono
Aylostera,
Echinofossulocactus,
Weingarthia,
ecc.
In
questi
territori
si
verifica
una
forte
escursione
termica
fra
il
giorno
e
la
notte
e
fra
l'estate
e
l'inverno,
per
cui
possono
verificarsi
anche
delle
nevicate.
Negli
stati
centrali
del
Messico
si
riscontra
una
enorme
varietà
di
specie,
tra
le
quali
alcune
fra
le
più
apprezzate
dai
collezionisti
come
Ariocarpus,
Atzekium,
Pelecyphora,
Obregonia.
Nello
stato
di
Hidalgo
incontriamo
il
popolare
Cephalocereus
senilis,
in
quello
di
Baja
California
prospera
Lophocereus
schottii
e
Machaerocereus
eruca;
in
altre
zone
i
Pachycereus
ed
i
Lemaireocereus.
Se
ci
spostiamo
verso
l'Equatore
incontriamo
la
foresta
equatoriale,
tipica
dell'America
centrale,
della
Guayana,
della
regione
Amazzonica
e
delle
Indie
Occidentali,
territori
tipici
dei
cactus
epifiti,
non
parassiti,
che
per
raggiungere
la
luce
crescono
sulle
biforcazioni
degli
alberi
dove
si
accumula
anche
l'humus.
Qui
prosperano
Selenicereus,
Hylocereus,
Epiphyllum,
Hoya,
Rhipsalis,
Schlumbergera
in
grado
di
assorbire
l'umidità
dell'aria
con
le
loro
radici
aeree
anche
nei
periodi
in
cui
non
ci
sono
piogge.
Nelle
Indie
occidentali
crescono
rigogliosi
i
Melocactus
assai
esigenti
in
fatto
di
temperature.
Se
scendiamo
verso
l'America
del
Sud
in
direzione
del
Venezuela,
Ecuador,
Perù,
Bolivia,
Cile,
lato
occidentale
dell'Argentina
settentrionale,
si
replicano
molti
generi
del
Nordamerica
anche
se
con
specie
diverse;
predominano
i
cerei
specialmente
quelli
setolosi
come
Espostoa
ed
Oreocereus.
Sugli
altipiani
vivono
Matucana,
Mila,
Oroya.
Sulle
Ande
cilene,
e
nel
deserto
di
Atacama
in
Cile
ci
sono
Browningia,
Eulychinia,
Neoporteria,
Copiapoa.
E'
risaputa
la
difficoltà
di
coltivare
piante
di
origine
andina,
specialmente
peruviane
e
cilene
dove
in
altezza
il
sole
è
schermato
dalle
nuvole,
che
mantengono
una
grande
luminosità,
senza
tuttavia
scottare
l'epidermide
delle
piante
come
invece
può
accadere
alle
nostre
latitudini,
ove
anche
la
durata
dell'insolazione
è
troppo
lunga. Dalle
steppe
e
dalle
praterie
provengono
molti
generi
ben
noti
agli
amatori
come
Cleistocactus,
Notocactus,
Gymnocalycium,
Trichocereus,
Parodia,
Rebutia,
Lobivia,
Echinopsis.
Sull'Altopiano
del
Brasile
incontriamo
Cereus,
Harrisia,
Trichocereus. Il
sud
del
Brasile,
Paraguay,
Uruguay
sono
caratterizzati
ancora
da
molti
Cereus,
mentre
le
foreste
costiere
sono
popolate
dai
Cactus
epifiti.
Anche
la
pampas
accoglie
generi
come
Trichocereus,
Harrisia,
Cleistocactus,
Chamaecereus,
Echinopsis,
Gymnocalycium,
Notocactus.
Anche
se
a
grandi
linee
si
può
dire
che
le
Cactaceae
sono
tipiche
delle
Americhe,
mentre
le
altre
succulente
lo
sono
del
continente
africano,
è
anche
vero
che
non
mancano
rappresentanze
in
Europa,
in
Asia
e
in
Australia.
Possiamo
notare
che
generi
come
Aloe, Gasteria,
Haworthia
sono
tipicamente
africani,
al
pari
dei
Pelargoni
dei
quali,
però,
ne
esistono
anche
alcuni
esemplari
in
altre
zone.
La
maggioranza
vive
nella
fascia
tropicale
e
subtropicale
di
ogni
continente
con
una
localizzazione
a
macchia
di
leopardo,
per
cui
è
molto
lungo
e
difficile
descrivere
in
modo
esaustivo
tutti
gli
ambienti
da
cui
provengono,
tanto
che
nessuno
ci
si
è
ancora
cimentato.
Così
troviamo
le
Euphorbie
diffuse
un
pò
ovunque
anche
se
differenziate
quanto
alle
specie.
La
famiglia
delle
Asclepiadaceae
si
estende
dalla
catena
dell'Himalaia
all'Estremo
Oriente,
fino
all'Australia
ma
con
alcuni
generi
e
specie
tipici
dell'Africa
come
avviene
con
Huernia,
Hoodia,
Ceropegia,
Caralluma,
Stapelia.
Le
Crassulaceae
le
troviamo
in
Sudafrica,
Namibia,
Madagascar
ma
anche
negli
USA,
in
Messico,
in
Europa
(specialmente
Sedum
e
Sempervivum).
Le
Americhe
sono
il
luogo
di
origine
di
Agave,
Yucca,
Echeveria,
Duddleya.
In
Messico
incontriamo
pure
Pachyphytum,
Sedum
e
Idria
columnaris.
Le
Bromeliaceae,
epifite
e
non,
sono
diffuse
nelle
zone
calde
americane.
In
Africa
Orientale
prosperano
Euphorbia,
Aloe,
Stapelia,
in
Madagascar
ancora
Euphorbia
e
Kalanchoe,
alle
Canarie
Monanthes
e
Aeonium.
In
generale
possiamo
dire
che
le
Anacardiaceae
hanno
l'habitat
nell'Emisfero
Nord
e
nella
fascia
tropicale
e
subtropicale;
le
Apocynaceae,
Burseraceae,
Commelinaceae,
Rubiaceae,
Sterculiaceae
prevalgono
ai
tropici;
le
Bombacaceae
in
Africa
tropicale,
sub-tropicale,
Madagascar,
Oceano
Indiano,
Australia;
le
Compositae,
Convolvulaceae,
Liliaceae,
Oxalidaceae,
Passifloraceae,
Vitaceae,
Pedaliaceae,
sono
prevalentemente
africane.
Il
Veld
sudafricano,
infine,
con
la
sua
enorme
varietà
e
concentrazione
di
famiglie
e
di
specie
è,
fra
l'altro,
il
paradiso
delle
Mesembryanthemaceae (Aizoaceae).
Queste
piante,
spesso
semisepolte,
sono
diffuse
dal
livello
del
mare
fino
a
3000
metri.
Causa
l'ambiente
arido
entrano
in
vegetazione
solo
durante
la
stagione
fresca
allorchè
si
verifica
una
vera
e
propria
esplosione
di
colori.
In
Sudafrica
si
riscontra
una
molteplicità
di
climi
e
una
topografia
assai
varia,
si
va,
infatti,
da
zone
a
piovosità
invernale,
alla
savana
con
piovosità
estiva,
dalla
macchia
tropicale
alle
praterie,
dalle
pianure
agli
altopiani,
dalle
alte
catene
montuose
alle
foreste
montane.
Sui monti, a nord di Città del Capo incontriamo una
straordinaria varietà di generi e di specie come Aloe, Cotyledon, Pelargonium,
Crassula, Othonna, Haworthia,
Euphorbia,
Stapelia,
Gasteria,
Conophytum.
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