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Per essere certi di riuscire occorre una
certa predisposizione al fai da te o almeno un amico esperto,
disposto a dare una mano.
 
L'ATTREZZATURA
- trapano elettrico e set di punte;
- rivettatrice e relativi rivetti in alluminio (meglio se in rame);
- pistola sparapunti per fissare il telo e la rete in plastica; in mancanza
si possono usare chiodi
da
tappezziere e martello;
- seghetto a ferro;
- set di cacciaviti;
- viti autofilettanti;
- filo a piombo, livella da muratore, squadra in legno di circa 50 cm. di
lato (autocostruita).
IL MATERIALE OCCORRENTE
- profilato di ferro quadrato di cm. 3 x 3 per i quattro sostegni laterali
(angoli);
- verghe di alluminio a L (di recupero o di scarto da aziende che lo
lavorano) oppure verghe di ferro a L di mm. 30 x 30 x 2 (spessore) per la
struttura delle pareti e del tetto;
- profilato rettangolare di ferro cm 4 x 2 per il longherone di colmo;
- cm 160 di guida a scorrere con rotelle per la porta;
- fogli di policarbonato alveolare da 6 mm. di spessore;o meglio da 10 mm.
(ma il prezzo raddoppia);
- alcuni listelli di legno da applicare sul tetto per la sua coibentazione
mediante film plastico;
- alcuni metri quadrati di film plastico sottile per l'isolamento del tetto;
- alcuni cavalletti in legno o in metallo per sorreggere i bancali;
- tavelle altezza cm 20, lunghezza cm 50/100;
- colla al silicone e vernice antiruggine in gel;
- rete in plastica con maglie di circa un cm, per impedire agli animali
l'entrata nella serra quando si tolgono i pannelli laterali;
- rete antigrandine da collocare a circa 20 cm al di sopra del tetto;
- materiale per l'allaccio dell'acqua, della luce e del gas (eventuale).
- minuteria metallica.
LA
DOTAZIONE DI MASSIMA
- Stufa per il
riscaldamento,
- ventilatore oscillante;
- aspiratore;
- programmatore (timer) per l'attivazione temporanea del ventilatore e
dell'aspiratore;
- termometro a massima e minima;
-
igrometro;
- serbatoio per la raccolta dell'acqua piovana;
- qualche contenitore per i terricci.
COSTRUZIONE
La licenza.
Affronto subito l'argomento più spinoso (cactus a parte), riguardante la
licenza edilizia. Chi è in grado di procurarsela in un tempo ragionevole, fa
bene a chiederla, altrimenti esiste la possibilità di evitarla non eseguendo
opere in muratura ancorate a terra. Comunque è opportuno informarsi su cosa
prevedono i regolamenti comunali. Alcuni richiedono il montaggio della serra
su ruote, che però complica notevolmente la costruzione. Chi invece ha un
appezzamento di terra in campagna di almeno due ettari non ha problemi di
sorta.
Il principale errore che viene commesso è quello di costruire la serra
troppo piccola. E' vero che più è grande e più costa, ma è anche vero che un
volume maggiore è meno sensibile alle variazioni di temperatura. Inoltre ben
presto le piante aumenteranno di numero e di dimensione e reclameranno
sempre più spazio.
L'orientamento migliore è quello est-ovest, cioè con i lati longitudinali
(quelli lunghi), rivolti uno a nord e l'altro a sud, così da usufruire di
più luce durante l'inverno e meno d'estate.
 
Il disegno.
La prima cosa da fare è quella di predisporre un disegno, possibilmente in
scala. Le figure 1 e 2 mostrano un esempio di ottimizzazione dello spazio,
prezioso in una serra, cercando di limitare i camminamenti e al tempo stesso
evitare gli sprechi di policarbonato che in commercio si trovano nelle
misure di circa mt 2 x 3 (foglio singolo) e 2 x 6 (foglio doppio). Consiglio
questo materiale perchè leggero, non molto costoso, facile da lavorare e
fissare, trattato contro i raggi UV in grado, perciò, di restare inalterato
nel tempo.
Il luogo
va scelto in posizione
aperta, lontano da grandi alberi siano essi a foglia caduca che sempreverdi,
per usufruire della maggiore quantità di luce possibile. Anche gli
avvallamenti sono da evitare se non si vuole che acqua e umidità ristagnino.
Non deve trovarsi neppure troppo lontano dall'abitazione, così da facilitare
l'allaccio di acqua, luce, gas, ecc. La costruzione può anche essere
appoggiata ad un muro della casa, così da beneficiare, d'inverno, del calore
emanato dalla parete e dell'estensione dell'impianto centrale, fornendo il
radiatore della serra di una valvola termostatica.
L'assemblaggio
della struttura può
essere eseguito in vari modi a seconda delle preferenze personali. Si
possono usare ribattini di rame di 4-5 mm. oppure rivetti da 4,8 mm. od
anche ricorrere alla saldatura elettrica.
Il policarbonato è fissato alla struttura mediante viti autofilettanti e
rivetti aventi il diametro di 3,2 mm. ed una lunghezza di 11 mm. (con
policarbonato da 6 mm.). Il foro che li deve accogliere sarà fatto con una
punta HSS di 2/10 più grande del rivetto e perciò da 3,4 mm. Per evitare che
il vento possa strappare il policarbonato è indispensabile ampliare la base
del rivetto inserendo delle rondelle di acciaio inox del diametro di 15 mm.
aventi un foro di 5 mm. Al fine di assicurare la necessaria robustezza,
bisogna fare in modo che tutto il reticolato della struttura non abbia
dimensioni superiori a cm 100 x 100.
Lo zoccolo, costituito da tavelle alte cm 20, lunghe cm 50 o 100,
dovrà essere applicato lungo tutto il perimetro della serra, fatta eccezione
per il vano porta, dove l'altezza dello zoccolo sarà ridotto a 10 cm.
La parete laterale. Al fine di favorire nella buona stagione la
indispensabile circolazione dell'aria, occorre fare in modo che una delle
due pareti laterali (longitudinali), possa accogliere dei telai mobili, da
togliere verso aprile-maggio e rimettere in autunno. I telai saranno fissati
alla struttura mediante viti autofilettanti. Poiché alcuni animali
potrebbero entrare nella serra procurando danni alle piante e rovesciare
vasi, è preferibile montare direttamente sulla parete dal lato interno, in
modo permanente, una rete plastica con maglie di circa 1 cm.
Il tetto deve essere robusto ed in grado di reggere la neve. Va
costruito in modo che d'estate possa essere sollevato di una cinquantina di
cm. sia lungo il versante destro che quello sinistro. Ciò è facilmente
ottenibile incernierando i telai che costituiscono il tetto, lungo l'asse
longitudinale rappresentato dal longherone di colmo. Il tetto sollevabile e
le pareti mobili hanno lo scopo di favorire la circolazione dell'aria
evitando così che d'estate si raggiungano temperature proibitive per le
piante, tanto da richiedere il loro spostamento all'esterno.
I compartimenti. La serra, se lo si desidera, può essere divisa in
due o tre comparti, inserendo all'interno una o due porte scorrevoli, o più
semplicemente un foglio di polietilene, così da creare zone con differenti
temperature. Ad esempio 10-12°C per le succulente più sensibili; 4-6°C per
la maggior parte delle cactacee; 0-3°C per le specie più rustiche. La stufa
sarà ovviamente collocata nella zona dove è richiesta la temperatura più
alta, mentre le temperature più basse si otterranno regolando opportunamente
le aperture delle porte.
La porta d'ingresso avrà le dimensioni di cm 180 x 75 e dovrà essere
del tipo appeso, facilmente ottenibile con una guida a scorrere acquistabile
in ferramenta. Dovrà risultare sollevata di circa 10 cm dal terreno.
Il pavimento, perfettamente in piano, può essere realizzato mediante
uno strato di 5 cm di ghiaietto. Sono possibili anche altre soluzioni più
rifinite come il massetto di cemento, il pavimento in mattoni, ecc.
L'umidità. Le succulente non la gradiscono,
specialmente d'inverno quando invece il tasso tende a salire in modo
naturale fino al 100%, e più probabile è lo sviluppo delle malattie fungine.
Inoltre il carburante usato per il riscaldamento, bruciando produce acqua
che sottoforma di vapore si condensa sul tetto, per poi ricadere sulle
piante con effetti nefasti. Ciò può essere evitato adottando due
accorgimenti: coibentando il tetto con un telo di plastica leggera alla
distanza di circa Prima di procedere al fissaggio del telo plastico occorre
accertarsi che dal tetto non piova acqua all'interno della serra. Il
silicone, del tipo adatto per incollare sia il policarbonato che i metalli,
provvederà alla bisogna. Il telo plastico sarà fissato mediante punti
metallici sparati da un'apposita pistola su dei righelli di legno
preventivamente fissati alla struttura del tetto mediante viti
autofilettanti. In alternativa alla pistola si possono usare chiodi da
tappezziere o robuste puntine da disegno.
 La
ventilazione
estiva si
ottiene togliendo i pannelli
longitudinali e
sollevando il tetto di 50-70 cm. D'inverno si usa un ventilatore oscillante
ed un aspiratore, entrambi controllati da un programmatore (timer) che ad
orari prestabiliti provvede l'uno a far circolare l'aria e l'altro al suo
ricambio. La ventilazione produce effetti sia sulla temperatura che
sull'umidità.
I bancali
possono essere sorretti
da appositi sostegni costruiti con mattoni o tavelle, o più semplicemente
mediante cavalletti in legno o metallo. Sopra i sostegni si stendono delle
assi di legno o barre di profilato metallico con lo scopo di sorreggere, a
loro volta, i ripiani costituiti da lastre piane di fibrocemento
opportunamente tagliate. L'altezza da terra può essere compresa fra i 50 ed
i 70 cm.
Lo spazio sotto i bancali può essere utilizzato per accogliere le specie
amanti dell'ombra, il propagatore per le semine, i terricci, i vasi
disinfettati, un serbatoio in grado di raccogliere l'acqua del tetto, ecc.
Gli scaffali
vanno fissati alle pareti
della struttura mediante mensole, ad una altezza da terra di circa 120 cm.
La sporgenza (larghezza) non dovrà superare i 50 cm.
Il riscaldamento
si ottiene
mediante stufa a cherosene, gas liquido o metano, necessariamente fornita di
un termostato automatico, sensibile nella gamma delle temperature comprese
fra i 5 e i 12°C. Una soluzione migliore è fornita dagli aerotermi, dove un
ventilatore diffonde il calore prodotto da una caldaia. Occorre prevedere un
tubo di scarico per i gas combusti, utilizzando uno di quei tubi di
alluminio allungabili appositamente predisposti. Il riscaldamento elettrico
è da scartare per l'elevato costo di gestione anche se presenta il vantaggio
di non creare umidità e di essere facilmente controllabile da un termostato
ambiente.


La strumentazione
ideale potrebbe essere costituita da un apparecchio elettronico in grado di
registrare l'umidità e le temperature minime e massime all'interno e
all'esterno della serra. Tuttavia anche un semplice igrometro ed un
termometro a massima e minima risultano sufficienti.
L'illuminazione
è normalmente fornita
da un neon da 40 w. E' utile predisporre alcune prese elettriche da
utilizzare per la ventilazione, il riscaldamento, il propagatore, ecc.
L'acqua
è indispensabile, per cui
occorre prevedere, in posizione comoda, un rubinetto tipo lavatrice, cioè
con un attacco supplementare per un tubo di lunghezza tale da raggiungere
ogni angolo della serra. All'estremità del tubo si applicherà una pistola in
grado di elargire acqua a getto, a pioggia e con effetto nebbia.
La rete antigrandine
serve ad
evitare danni al policarbonato del tetto e va applicata a circa 20 cm. da
esso mediante appositi sostegni visibili nell'immagine ad inizio pagina.
L'ombreggiamento
necessario quando l'esposizione della serra è a sud, si realizza mediante
apposito telo, in vendita presso le ferramenta, da stendere sopra quello
antigrandine. Il grado di copertura può variare, a seconda dei casi, dal 20
al 50%.
La verniciatura
sarà costituita da due mani di gel antiruggine, così da assicurare la
protezione dagli agenti atmosferici per almeno due, tre anni. Non richiesta
per i profilati in alluminio.
 
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